2ª Tappa – Villaggio industriale di Valpiana

L’origine del borgo si deve a Tollo Albizzeschi, padre di S. Bernardino, che nel 1377 vi costruì un forno fusorio “ad faciendum ferrum”, usufruendo dell’acqua delle Ronne. La fonderia rimase attiva per tutto il Medioevo per soddisfare i bisogni locali.

La nascita del Villaggio industriale, prende forma nella seconda metà del ‘500 con la nascita e lo sviluppo del Granducato di Toscana che sul monopolio del ferro basava le sue mire espansionistiche. A questo fine Cosimo I, istituì la Magona, l’azienda che avrebbe controllato l’attività siderurgica nel granducato. Nel 1587 la Magona provvederà per volere di Francesco I dei Medici a costruire un nuovo forno fusorio a Valpiana a cui si aggiungeva un carbonile, i forni delle ringrane, la cappella, il palazzo dei Ministri, una ferriera, i magazzini, il mulino, i camerotti dei lavoranti, le gore con i relativi meccanismi che conducevano l’acqua agli impianti di lavorazione.

Alla fine del XVI secolo il centro di Valpiana era perfettamente organizzato e strutturato come villaggio industriale autosufficiente.

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“Nel disegno, è raffigurata la palazzina dei Ministri con lo stemma Mediceo. Le sei palle tipiche che lo compongono sono in ferro, certamente fuse in Valpiana; accostato allo stemma, alla base, è raffigurato un’ape simbolo di laboriosità. Accanto alla palazzina c’era un giardino adornato di statue e fontane, al centro la chiesa e, vicino, via del Ghetto, dove si trovano le “ringrane” ossia i forni dove con una prima cottura, veniva eliminato lo zolfo dal minerale. Dai tetti spunta il camino/pinnacolo di una “pila”. Sulla destra si vedono i muri che canalizzavano le acque d’uscita dal gran bottaccio. 

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