1ª Tappa – Luoghi, risorse, opere idrauliche

Il territorio di Massa Marittima offre una ricca e concentrata sequenza di tipologie archeologico-industriali, come ciò che rimane dei forni fusori e delle ferriere di Valpiana.

Non a caso costruita in questa piccola pianura ai piedi del colle di Massa, prima delle grandi paludi costiere, il più vicino possibile allo scalo di Portiglioni da dove proveniva il minerale elbano, ma soprattutto presso il torrente Ronna che forniva l’energia necessaria per muovere mantici, magli e ruote idrauliche. Questo richiedeva una regimazione delle acque non più episodica, ma programmata secondo precise esigenze produttive.

Le acque arrivavano ai forni attraverso un sistema di steccaie per mezzo delle quali venivano imbrigliate in canali artificiali o gore ed avviate attraverso una fitta rete di canali più piccoli e di chiuse fino ai forni. Prima del suo impiego l’acqua era convogliata in grandi serbatoi in muratura o bottacci.

Altra costante per gli impianti siderurgici pre-industriali la disponibilità di combustibile ossia di legna e carbone di legna per alimentare forni e ferriere. Quindi i boschi, risorsa di cui il territorio di Valpiana era ricco, considerati vere e proprie riserve di combustibile da bruciare.

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“Il disegno raffigura lo spazio interno del forno di Valpiana dove l’acqua del bottaccio entrava e, scivolando in questa superficie molto inclinata, prendeva la spinta per immettersi nelle ruote motrici a pale”

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